Site icon Maria Adele Cipolla

Il bello e il brutto degli anni settanta

Negli anni settanta quelli della mia età erano giovani, e questo è il nostro principale elemento di nostalgia, perché gli anni giovanili si rimpiangono per principio e ogni generazione ritiene di aver fatto parte della meglio gioventù; lo eravamo noi ma probabilmente anche quelli che furono giovani nell’America degli anni venti, fra flapper, capelli alla maschietta, make-up sfrontato, bevute proibite e anche qualcos’altro, per dire che ogni generazione non ha insegnato nulla alle altre.

Noi ragazze negli anni settanta ci sentivamo toche per il solo fatto di indossare minigonne inguinali e magliette senza reggiseno, ma il brutto era girare per strada con gli occhi dei maschi addosso.

Negli anni settanta non avevamo amplificatori portatili e nelle serate a mare al chiaro di luna la musica era affidata all’unico del gruppo che s’era portato la chitarra. Il brutto era quando non era un gran musicista, o quando le parole venivano ricordate a braccio, storpiando il senso e ripetendo sempre lo stesso ritornello, quello in cui tutti erano ferrati: porompompero però…

Negli anni settanta eravamo felici di aver sdoganato le parolacce, ci sembrava un gesto rivoluzionario contro la generazione dei nostri genitori, il brutto è che erano sempre rivolte alle donne e agli omosessuali e adesso sarebbero per fortuna irripetibili.

Negli anni settanta scoprimmo il bagno notturno senza vestiti, il brutto era il mommo di turno che non si bagnava per guardare dalla riva.

Negli anni settanta credevamo che noi italiani non fossimo razzisti, il brutto è stato anni dopo, quando ai primi arrivi di persone dalla pelle scura ci siamo rivelati per quel che siamo.

Negli anni settanta avevamo la migliore TV pubblica al mondo, il brutto è stato non averla difesa abbastanza.

Negli anni settanta bastava studiare per scalare i gradini della società, negli anni settanta i giovani erano colti e informati, e non c’era nulla di brutto in questo.

Negli anni settanta la maggioranza era di sinistra, al massimo di centro-sinistra, il brutto è che adesso questo sia solo un ricordo.

Negli anni settanta i giovani erano impegnati in politica, il brutto fu la deriva violenta.

Negli anni settanta volevamo provare di tutto, il brutto fu che a forza di provare molti li abbiamo persi per strada.

Negli anni settanta avevamo paura della guerra fredda, il brutto è che adesso abbiamo la guerra vera e non ne abbiamo paura.

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