Site icon Maria Adele Cipolla

Ripassiamo il Capitale

La verità è che in Italia le persone di sinistra della mia generazione non si sono mai scontrate con la destra, quella vera, e forse non l’hanno fatto neanche quelli della generazione precedente. Mussolini era un populista, pasticcione e guerrafondaio, era appoggiato dagli elementi della destra vera ma di capitale ne sapeva poco. Poi abbiamo avuto la democrazia cristiana, pasticciona e incoerente anche quella, in più mangiona e truffaldina: un cuore in apparenza caritatevole ma azioni politiche guidate da poteri forti come la CIA e il Vaticano. Avevamo anche una destra estrema che per fortuna stava ai margini, salvo poi servire da braccio armato per i poteri forti. Poi dopo decenni di ruberie e carrozzoni democristiani, negli anni ottanta si è insinuata in Italia la voglia della destra pulita, quella che sa ottimizzare le risorse, lavorare sodo, parlare le lingue straniere e stare nei salotti buoni. Qualcuno ha visto queste cosiddette virtù in una controfigura tragicomica, le persone di sinistra non ci sono cascate, ma quando a quest’ultimo si è contrapposto l’economista Mario Monti la loro idea di destra e sinistra è iniziata a vacillare. Capita di passare una serata in casa di amici o parenti con una persona di destra, e capita anche che se non si è parlato di pena di morte, di scuole private, di immigrazione e di investimenti economici alla fine della serata si dica: in fondo è una persona colta e ben educata. E’ quello che molte persone di sinistra (ed esponenti del Partito Democratico) hanno detto al momento della formazione del governo Monti, perché in Italia questo tipo di destra non la conosciamo, perché tanti pensavano che bastava essere onesti e laboriosi per fare un buon governo. Purtroppo non è così, perché sotto qualsiasi apparenza ogni governo di destra persegue un obiettivo ben preciso che è quello della salvaguardia di un sistema di potere, di una classe dirigente sempre iscritta in un’area geografica ed economica a parte da un resto del mondo, a cui si può a seconda del momento elargire benessere ma che non deve mai entrare nel club, questo è il capitalismo.  Il capitalismo ha l’obiettivo del rinnovo della sua classe dirigente, una preoccupazione che travolge qualsiasi sentimentalismo, lo stato sociale è quindi un costante impiccio da scansare con qualsiasi stratagemma, magari facendo finta di perseguirlo per poi mortificarlo nei fatti, è quello che sta succedendo in Italia. Non c’è una casualità nei tagli all’istruzione, alla sanità pubblica e alle pensioni, nei licenziamenti e nelle delocalizzazioni, essi sono solo effetti collaterali di un progetto finalizzato a salvare la classe dirigente dalla tempesta, per gli altri non c’è posto. E’ bene conoscere il nemico per combatterlo, Marx ce lo aveva descritto così bene ma poi qualcuno ha finto di dimenticarlo, sarebbe invece il caso di dare una ripassata al “Capitale”, senza dubbio attualizzando i suoi insegnamenti.

P.S. Ogni riferimento alle primarie del centrosinistra non è casuale ma voluto.

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