L'anziana nobildonna era caduta come una gigantesca marionetta improvvisamente privata dei suoi fili e il suo sguardo supplichevole e vergognato esprimeva una richiesta d’aiuto, discreto se possibile. Successe così una cosa imprevedibile: con una serie di lampi fra le due intelligenze, fatti di sguardi e di pensieri, s’instaurò in un attimo una comunicazione che autorizzò l’impertinente ragazza a compiere un atto che poteva essere giudicato come irresponsabile.
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Elda cap 14, Il salotto della Principessa
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Elda cap. 13, La cucina del Monsù
il Monsù si chiamava Don Isidoro e aveva il suo regno in una enorme cucina, motore principale di una industria laboriosa che iniziava la sua attività all'alba, quando Crocetta accendeva il focolare. Sulla parete nord vi era un’enorme esposizione di rame: pentole, forme di budini e padelle, che la piccola sguattera Saretta doveva lucidare ogni settimana con il limone e la cenere. C'era donna Nunzia addetta al forno perché si panificava ogni settimana e donna Cosima che controllava gli arrosti, c'era infine donna Carmela specializzata nelle fritture: arancine, crocchè, verdure in pastella soffici e croccanti. Poi Isidoro preparava sformati, pasticci di caccia, timballi, briosce e anche dolci: cassate, ravioli fritti con la ricotta e lo sfoglio.
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Elda cap. 10, Un invito
Elda anziana ebbe nostalgia dei sentimenti che la confortavano mentre guardava dal finestrino di quella corriera, e pensava a come sarebbero potute andare le cose se Augusto non fosse rimasto intrappolato nella grettezza d’animo della sua famiglia.
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Elda Cap. 1, Un giorno a Palermo
Il primo capitolo del romanzo a puntate "Elda, vite di magnifici perdenti, di Maria Adele Cipolla. Gli altri capitoli saranno pubblicate a puntate.
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L’impegno civile de L’Ora
Domenica a Palermo si è svolta una giornata di festeggiamenti per celebrare il glorioso Giornale L’Ora, erano presenti molti amici e per me è stata occasione di piacevoli memorie. La memoria è però spesso accompagnata …
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L’altra resistenza
Storie di eroi antimafia e lotte sociali in Sicilia, di Giuseppe Carlo Marino e Pietro Scaglione, prefazione di Luigi Ciotti, edizioni Paoline. Non potevo non apprezzare questa storia della mafia narrata dal punto di vista …
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Quando l'”affricana” ero io
Pensavo che la Sicilia avesse bisogno di persone come me , che non fosse giusto abbandonarla alla mafia e ai democristiani. Mi sono mangiata il fegato innumerevoli volte per questa decisione, ancora non so se ho fatto la scelta giusta.
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Senzaterra, di Evelina Santangelo
«Senzaterra» ha il merito di innalzare lo struggimento dei Siciliani ad un livello più collettivo e geograficamente condiviso, qualcosa con cui sempre più dovremo confrontarci, domandandoci dov'è la nostra terra e qual è il posto in cui potersi sentire meno stranieri. Spero che in futuro questo possa essere un luogo geografico e non soltanto dell'anima.